Discovery Italia: più Avid, più promo!

Discovery Italia: più Avid, più promo!

Discovery Italia è uno dei protagonisti del panorama televisivo nazionale, offredo un portfolio multipiattaforma costituito da ben14 canali, oltre a due piattaforme OTT: Dplay ed Eurosport Player.

Sette sono i canali  free to air del gruppo: NOVE, Real Time, DMax, Giallo, Focus, K2 e Frisbee. E sette i canali pay: Discovery Channel, Discovery Science, Discovery Travel&Living, Animal Planet in esclusiva su Sky, Eurosport 1 e Eurosport 2 su Sky e Mediaset Premium e ID – Investigation Discovery in esclusiva su Mediaset Premium. Parliamo di una realtà in grado di raggiungere uno share complessivo del 7% sugli individui e del 9% sul target commerciale 25-54 anni.

In particolare, Dplay è il servizio OTT gratuito lanciato a giugno 2015 e che oggi ha superato i 12,5 milioni di utenti unici. In Italia Discovery si è affermata grazie alla capacità di dar vita a un ecosistema unico e integrato, con brand multipiattaforma che rappresentano una social destination per un pubblico dinamico, per talent che vogliono sperimentare e per i partner che cercano un interlocutore rilevante e innovativo.  Milano è anche quartier generale della region Southern Europe (Italia, Spagna, Portogallo e Francia) di Discovery Networks International. Discovery Media (www.discoverymedia.com) è la concessionaria interna che si occupa della raccolta pubblicitaria e in pochi anni si è affermata tra i principali soggetti dell’advertising italiano.

Un esigenza di efficienza

Abbiamo incontrato Ivan Giussani, 31 anni, il System Administrator della divisione Post Production & Media Services Operator di Discovery Italia, perché – in quanto “ufficiale di macchina” di questa struttura – sovrintende proprio tutti gli aspetti tecnologici e il workflow produttivo. Giussani lavora a Discovery ormai da due anni e viene da svariati anni di esperienza a Viacom e poi da un periodo da consulente tecnico per Sky Italia.

La premessa è d’obbligo: cosa fate in Discovery Italia?

Il tema del lavoro collegato ai sistemi Avid riguarda la produzione continua dei promo televisivi; parliamo di almeno un centinaio di clip al mese, calcolate includendo i diversi cut per gli usi differenti di palinsesto, che vanno pensate e realizzate senza soluzione di continuità. Sono clip le cui durate a prodotto finito oscillano di regola tra i 15 e i 30 secondi, ma senza escludere qualche promo più lungo, sino ai 60 secondi. Questo flusso presuppone il fatto di visionare un’enorme quantità di materiale video; si pensi che per ciascuna clip si devono guardare dai 25 minuti alle due ore e mezza di materiale video, dal quale trarre l’ispirazione giusta e i frammenti più efficaci da condensare nel promo. Parliamo quindi di giornate e giornate di materiale solo da visionare, azione alla quale segue l’editing vero e proprio.

Questa massa di lavoro quotidiano come è strutturato?

Dal punto di vista logistico abbiamo una ventina di sale di lavoro, divise tra sale editing, sale grafica e sale audio. Dal punto di vista del funzionigramma abbiamo 5 figure di riferimento. Una è la mia, quella di System Administrator, cioè del tecnico che si occupa del funzionamento materiale sistema nel suo complesso. Poi ci sono le tre figure canoniche del Producer, del Copywiter e dell’Editor. Il Producer ha una funzione di coordinamento della produzione, il Copy si occupa del logging dei contenuti multimediali (quali metadati, commenti e tag e lavora in bassa definizione) e poi c’è l’Editor che ovviamente cura il montaggio e la gestione dei progetti e il delivery dei prodotti finiti. A queste figure s’è aggiunta quella inedita del Media Manager, cioè di colui che si occupa della gestione vera e propria dei contenuti multimediali; il media manager è legato alla parte di gestione dell’archiviazione ed è l’unico che può effettuare cancellazioni dal sistema di materiale obsoleto o ridondante perché già archiviato, inoltre sta a lui gestire in modo ordinato la struttura ad albero che Avid Interplay propone. Per la cronaca, Discovery Italia oggi per la parte di gestione della produzione promo utilizza un archivio a capacità crescente, basato su un sistema LTO con cassette da 2.5 Tb ciascuna, mentre l’archivio online è da 20 Tb dedicati esclusivamente alla produzione promos, sui 30 Tb installati in totale. L’archivio programming della nostra piattaforma è direttamente gestito dalla sede di Londra.

Visto da Avid

Abbiamo interpellato anche Kostiantyn Volkov, Senior Pre-sales Manager Avid, che ha gestito l’impostazione di questa fornitura di implementazione.

Quale era il bisogno percepito di upgrade del sistema Avid?

La cosa evidentemente necessaria era quella di creare un migliore collegamento tra i vari step produttivi, quindi un workflow definito, più veloce ed efficiente, tra i copy, i producer e gli editor. Discovery Italia aveva una classica struttura di post produzione tradizionale, con un solo disco condiviso e dunque il materiale audiovisivo da elaborare veniva lavorato dai diversi editor secondo un processo manuale, non automatizzato; le fasi necessarie di approvazione, di logging, di scalettatura venivano fatte in modo diretto e dunque ancora complesso, come un tempo. Il desiderio del Cliente era quello di automatizzare alcuni processi, di disporre di un sistema di ricerca condiviso, di poter fare logging in bassa risoluzione e di automatizzare nel suo complesso il processo di produzione. Per interventi di questo tipo si può pensare ad una soluzione di base, anche relativamente poco costosa, al fine di potenziare e rendere più flessibile il sistema; poi, naturalmente, si può integrare l’investimento al fine di migliorare la sicurezza complessiva del sistema e per potenziare le ridondanze e dunque la sicurezza dei contenuti. Sono integrazioni molto ben scalabili.

Gli aspetti formativi in questi casi sono importanti?

Per Discovery, in conclusione dell’installazione, è stato fatto un training, che è certamente un passaggio obbligato per dare un senso e la massima efficienza alle innovazioni introdotte, ma prima ancora del training conclusivo c’è un aspetto preliminare che è cruciale, parlo del workflow design. Un efficace progetto di workflow è la premessa necessaria per conciliare le aspettative del cliente con la configurazione ideale del sistema. Soluzioni pratiche e tecniche si decidono alla fine, ma a priori serve una chiara coscienza degli obiettivi da conseguire. La fase di workflow design segue quella canonica di prevendita e presuppone uno o più meeting con gli stakeholder dello staff, interessando i vari livelli. Richiede esperienza di team management e una grande sensibilità. Avid Italia ha una figura dedicata di Workflow manager, che è Alessandro Calabrese, il quale sovrintende la fase esecutiva del progetto e conclusivamente trasferisce in azienda le competenze per avere una visione complessiva.

Conclusioni

Tornando a Ivan Giussani, egli ha rimarcato che “Prima di questa integrazione, era necessario usare la figura professionale di un montatore, dovendo lavorare su una una macchina dedicata, anche solo per visionare delle immagini, occupando una sala di lavoro. Adesso con un web browser, il cui uso è molto semplice per tutti, questa fase così dispendiosa di tempo non è più interferente con la struttura tecnica vera e propria. Il database online è in comune e condiviso e permette di svincolarsi dalle salette per le operazioni meno qualificate quali quelle di consultazione, di import/export; per fare questo è bastata l’integrazione con la rete aziendale. Ciascuno lavora dalla sua postazione e nelle salette ci si reca solo per gli interventi veri e propri di editing in alta qualità, voice over audio ed elaborazione in computer grafica”.

Ha concluso Giussani: “Il sistema è stato installato nel corso del mese di luglio 2016 e, dopo i test estivi, da metà settembre abbiamo iniziato ad usarlo; prima la sola parte di Avid Interplay, così che hanno iniziato gli editor a prendere dimestichezza con la novità, e poi da fine ottobre è stato attivato anche Avid Media Central, che ha abilitato i copy all’uso diretto dei contenuti. Uno tra i copy ha fatto da apripista e poi è lui che ha “evangelizzato” i colleghi. Il sistema ora è a regime e abbiamo verificato un incremento notevole di velocità di produzione, riducendo i tempi necessari alla realizzazione di ogni singolo clip. Funziona senza problemi l’interconnessione e la condivisione dei materiali; lo stesso materiale ora può essere visto contemporaneamente da copy, editor e producer e questo aumenta chiaramente l’efficienza. Ciascuno può anche verificare in tempo reale lo stato di avanzamento del lavoro, vedere la timeline del montatore, mentre il copy può anche dare indicazioni in corsa, per esempio aggiungendo marker e simili. Una nota conclusiva, ma che reputo molto importante, è relativa al servizio di messaging tra i soggetti interessati alla produzione; un altro strumento atto a velocizzare il lavoro e a permettere una migliore sintonia tra tutti gli interessati”.

Intervista a cura di Andrea Rivetta, giornalista specializzato