Lux Vide, il 4K e la storia di grandi uomini

Lux Vide, il 4K e la storia di grandi uomini

Giovanni de’ Medici ed Ettore Bernabei, due patriarchi separati da più di 500 anni di storia, ma caratterizzati da tratti comuni. Due capostipiti, due innovatori, due imprenditori e professionisti, vicini ai vertici della della politica e della chiesa, entrambi caratterizzati da un tono di vita misurato e da un sano understatement.

Perché questo insolito parallelismo?

Perché la Lux Vide, società di produzione italiana di rilevanza internazionale fondata nel 1992 da Ettore Bernabei (già direttore generale della RAI per 14 anni e poi presidente della Italstat), ha realizzato l’ambiziosa serie televisiva “I Medici“, in 8 episodi trasmessi in UltraHD da Rai4K e da Netflix e perché, proprio in concomitanza con il termine dell’ambizioso progetto, è purtroppo mancato Bernabei; giunto alla veneranda età di 95 anni, egli è stato sino all’ultimo tenace e presente motore manageriale dell’azienda, la quale oggi prosegue in solida continuità nelle mani dei figli Matilde (presidente) e Luca (A.D.).

Così questa “I Medici” ha rappresentato il culmine e il testimone professionale e spirituale di una carriera, quella di Bernabei, tutta votata alla produzione audiovisiva di alta qualità tecnologica e di elevato valore contenutistico, culturale e spirituale.

Questa serie sarebbe stata in ogni caso un fiore all’occhiello della Lux Vide, ma a questo punto e a maggior ragione la casa di produzione ha dato il massimo di sé per finalizzare un prodotto che fosse degno capodopera del suo magister.

Rosario Ranieri

Eccellenza e tecnologia

In Lux Vide la transizione al digitale, dalla pellicola, fu una rivoluzione le cui radici risalgono al 2005. Ettore Bernabei in persona, a quanto ci è dato sapere, si presentò sul finire del 2004 dal suo responsabile di post-pro, Rosario Ranieri, per informarlo che dall’anno successivo avrebbe dovuto attrezzarsi per non lavorare più su supporto fisico, ma anche in digitale. Ovviamente non fu un passaggio indolore, ma così decidendo, Lux Vide si trovò in pole position a fare da driver di quello che in breve divenne lo standard internazionale di lavorazione dell’immagine.
Lux Vide, da sempre attenta all’innovazione e al mantenimento di standard di produzione elevati, intraprese il primo passo importante, migrando dalla pellicola all’alta definizione, con l’acquisto, prima in Italia, di due cinecamere Sony F35 CineAlta.  Nell’occasione, Luca Bernabei (allora Direttore delle Attività Produttive  e oggi A.D. dell’azienda) ebbe a rimarcare che “qualità e innovazione sono i tratti caratteristici di Lux Vide, che ha sempre impostato la propria produzione su standard cinematografici e privilegiato l’utilizzo dei prodotti tecnologicamente più avanzati e innovativi. Oggi posso dire che vedo per la Lux Vide non più un futuro in 35 millimetri, ma in digitale”.

Lux Vide si è fatta conoscere in tutto il mondo per “Le Storie della Bibbia”, 21 film venduti in più di 140 Paesi; il Progetto Bibbia è stata la più grande televisiva internazionale sino ad allora realizzata (con un budget di oltre 250 miliardi di lire), prodotta con il gruppo tedesco Kirch e coinvolgedo, tra gli altri, la Rai, la TNT di Ted Turner, la CBS e il gruppo Murdoch. Lux Vide ha anche prodotto per RAI Fiction titoli di successo quali “Guerra e Pace”, “Giovanni Paolo II”, “Paolo VI”, “Pinocchio”, “Coco Chanel” e molte serie di successo. L’episodio dedicato a “Giuseppe” della Bibbia ha fruttato a Lux Vide un Emmy Award, prima società italiana ad averlo vinto. Da allora Lux ha sempre cercato di stare un passo avanti sui tempi e così non deve stupire se, anche stavolta, ha affrontato il passaggio al 4K in breve tempo e con risultati al top.

La serie “I Medici” è stata creata da Frank Spotnitz e Nicholas Meyer, diretta da Sergio Mimica-Gezzan ed interpretata da un cast con al vertice il premio Oscar Dustin Hoffman, affiancato tra gli altri da Richard Madden (da Trono di Spade), Guido Caprino, il giovane Alessandro Sperduti, Alessandro Preziosi, Sarah Felberbaum e Brian Cox. Girata in ben 11 location, tra cui Roma, svariati angoli da sogno nelle crete senesi, Pistoia, Bracciano e Viterbo, questo progetto ha visto in campo le energie, sotto la produzione Lux Vide, anche di Rai Fiction, Big Light Productions e Wild Bunch TV.

Come dicevamo, l’opera è stata subito pensata per la sua internazionalizzazione e dunque rispondente alla domanda “alta” di qualità in UltraHD. In questo contesto vogliamo focalizzarci non tanto sulla produzione in sé, che da sola meriterebbe altrettanta attenzione, quanto sulla sua post-produzione, cioé sul passaggio essenziale tra opera grezza e trionfo dell’immagine e del suono, che sempre più si deve confrontare con esigenze opposte; da un lato la crescita in modo esponenziale della quantità di dati da gestire e dall’altro la velocità dei tempi di lavoro richiesti. Due esigenze antitetiche che pure vanno affrontate e risolte.

 

La post-pro Lux Vide

Eccoci allora a fare una chiacchierata su Lux Vide e il 4K con Rosario Ranieri, il quale ha esordito rimarcando come “Lux Vide si ispira ai modelli gestionali di tipo statunitense, in cui è cruciale gestire in autonomia il progetto, dall’ideazione sino alla produzione e alla post-produzione”.
In effetti parliamo di una realtà da oltre 500 addetti e che nel 2015 ha fatturato più di 36 milioni di euro.

Ranieri ha confermato che “Lux utilizza già soluzioni digitali da molto tempo, in quanto siamo una società di produzione e di post per il cinema e la tv sin dagli esordi del digitale. Da Avid avevamo già preso le prime macchine che curavano parte del lavoro offline, quando ancora taluni progetti si gestivano ancora in pellicola. Con l’avvento definitivo del digitale in Lux Vide, indicativamente nel 2006, si è determinata una notevole crescita del volume di produzione, il che ha comportato la scelta di internalizzare buona parte del lavoro di finishing, compresa la post produzione audio, più che altro per rispondere alla necessità di accelerare i tempi di lavoro su specifiche produzioni, soprattutto seriali”.

Rosario Ranieri ha proseguito spiegando che “tra le varie tecnologie adottate, optammo – tra le altre cose – per un aggiornamento ad Isis di Avid, così da poter far fronte alla produzione anche di una decina di workflow in contemporanea, gestendo i lunghi seriali quali “Don Matteo”, “Che Dio ci aiuti”, “A un passo dal cielo”, “Sotto copertura” ed altre”.

Sappiamo che, in vista dell’ambizioso progetto de I Medici in 4K, Ranieri da prima sviluppò originalmente un progetto personalizzato di workflow per Lux Vide e poi cominciò a cercare le soluzioni attuative, anche sondando al NAB alcune soluzioni possibili. Si arrivò così ad una short list, ridotta ad una rosa di tre soluzioni possibili, essenzialmente mettendo al centro le soluzioni di color correction e di finishing hardware e software, e per la selezione finale si posero alcune condizioni di carattere generale. Si voleva prediligere una soluzione che fosse il più possibile aperta, dal potenziale evolutivo certo e che minimizzasse l’impatto della fase di inserimento e avvio dell’esercizio.

Una scelta meditata

“Il 2016 è stato l’anno de I Medici” – prosegue Rosario Ranieri – “e per questa occasione si è approdati al 4K. Avevamo alcune idee, ma poi certe rigidità nell’architettura di talune soluzioni proposte e alcune lunghezze nei tempi di consegna ci hanno fatto approdare alla scelta di Nexis quale strumento idoneo al passaggio da un flusso HD tape based  ad un tapeless file based di altissimo standard. Da una ricerca di mercato, si è valutato che il problema cruciale da gestire era quello di accelerare ulteriormente i tempi di produzione e di fare in modo che questo media entrasse nel flusso di lavoro senza la perdita di tempo dei vari passaggi di copia, transcodifica backup eccetera. L’architettura del sistema per Lux Vide a questo punto è stata modificata, creando un unico storage che fosse disponibile sia per la fase di produzione online sia per quella offline e, ovviamente, questa scelta ha velocizzato, come atteso, il processo di produzione nel suo complesso”.

Ranieri sottolinea come “azzerato il problema delle copie e dei passaggi fisici, si è entrati nel mondo della contemporaneità d’uso dei media, così che il cruciale lavoro realizzato utilizzando un sistema DaVinci, così come l’audio su ProTools, o altro, fosse tutto nello stesso ambiente di riferimento. Nexis è stata la risposta anche in grado di reggere le esigenze di banda per il 4K raw. In effetti Nexis ha una banda di lavoro teoricamente infinita, di fatto limitata solamente dal… budget aziendale, perché è scalabile ad libitum, ragionando in petabyte e per capacità di banda senza limiti, da scegliere in funzione delle specifiche esigenze. Anche DaVinci è la soluzione che è stata scelta per il finishing proprio perché rappresenta una piattaforma decisamente aperta e anch’essa, all’aumentare delle esigenze di lavoro, permette di incrementare il sistema a condizioni economicamente ragionevoli”.

Tenere il tempo

“Su un punto– ricorda Ranieri – ero stato categorico: la fase di adozione del sistema che fosse stato scelto non doveva essere interferente con i molti lavori in corso. In tal senso, va detto, con il mio staff abbiamo schedulato il progetto in modo che Nexis in Lux Vide potesse entrare in esercizio in continuità di post-produzione. Anche la fase di formazione del team di lavoro è stata realizzata nel corso di produzioni reali; all’atto pratico, in meno di una settimana, ad agosto, la transizione è avvenuta in modo del tutto naturale e senza scossoni. Il nodo delicato stava nel fatto che che i sistemi erano separati tra online e offline e questo è stato complessivamente superato senza problemi. La parola d’ordine è stata affidabilità”.

Non Solo Nexis

In merito alla collaborazione con Lux Vide, Alessandro D’Auria, sales manager Avid Italia, ha commentato che “Lux Vide è una grandissima realtà italiana, un player di primissimo livello internazionale e nel quadro di un complessivo potenziamento della propria struttura di post-produzione, anche per far fronte alle esigenze specifiche delle nuove tecnologie UHD, aveva coinvolto Avid al fine di essere supportata su alcuni specifici aspetti. Oltre all’adozione della soluzione di storage Avid Nexis, ciò che Rosario Ranieri si aspettava da noi erano un alto livello di competenza e la massima disponibilità”.

Prosegue D’Auria: “Lucio Fogler, amministratore di Avid Technology Srl in Italia, ha subito messo al servizio di questa prestigiosa opportunità tutta la struttura e le competenze del personale specializzato, affinché Lux Vide potesse ricevere un ottimo livello di servizio, non solo per la fase di set up della nuova post-produzione, ma anche per la cruciale attività di formazione e per seguire, passo dopo passo, le delicate fasi di avviamento dell’operatività. Si ricordi che la transizione è avvenuta in breve tempo e senza che fosse possibile interrompere il rilevante flusso di lavoro proveniente dalla produzione. Una sfida accettata di buon grado e i cui positivi risultati sono già stati visti, se pure indirettamente, da milioni di spettatori in tutto il mondo! Nel sistema adottato, va ricordato anche il ruolo certamente non marginale di Avid Media Composer, che permette di garantire un metodo di lavoro efficace e di lavorare con estrema precisione sul materiale da editare. Non possiamo che ringraziare tutto il  team di Lux Vide per la professionalità e l’entusiasmo con cui ha positivamente gestito questa trasformazione, proiettata anche nel mondo del 4K”.

Stupire Dustin!

Lux Vide è un treno in corsa e, mentre le consuete serialità sono in atto, riparte anche la nuova produzione per il sequel de I” Medici”, mentre altre produzioni in UltraHD si stanno aggiungendo. Molti dei lavori in corso sono comunque ad oggi in produzione nello standard 2K (4:4:4), che già rappresenta un livello di qualità eccellente e non stressa al limite le capacità produttive e i costi, tuttavia il lavoro 4K riserva soddisfazioni superlative.

Chi affianca da tempo Rosario Ranieri nei progetti di upgrade tecnologico è l’entusiasta e competete Jonni Pellegrini, della trentina Green S.C., la cui missione dichiarata – molto apertamente – è: ” Usare i media e le tecnologie audio video per raccontare qualcosa”.

A lui abbiamo chiesto un aneddoto conclusivo, a sugello di questa storia di transizione al 4K di Lux Vide: “Eravamo in conclusione di produzione de “I Medici” e Dustin Hoffman ha terminato le sue riprese al venerdì sera. La domenica mattina, poco prima di rientrare negli USA, è passato per vedere le sue ultime riprese e… quando gli abbiamo presentato le sue scene in 4K a piena risoluzione e col color finishing praticamente concluso… è rimasto sbalordito! Ha testualmente detto “Grazie, non credevo davvero di poter vedere materiale così bello, così presto”. Un simile complimento, fatto da un pluripremiato Oscar abituato agli standard hollywoodiani , è stato una gran bella soddisfazione per tutta la squadra di post-produzione di Lux Vide!”

(intervista raccolta da Andrea Rivetta, giornalista specializzato)