Magnolia con Avid crea… l’isola delle post produzioni famose

Magnolia con Avid crea… l’isola delle post produzioni famose

Magnolia è la nota società di produzione televisiva italiana, specializzata nella creazione, produzione e adattamento di format di intrattenimento per i principali network televisivi e per media interattivi, che opera in Italia e all’estero. È stata fondata nel 2001 da Giorgio Gori, con Ilaria Dallatana e Francesca Canetta. Oggi Peter Langenberg ne è il presidente e Leonardo Pasquinelli il CEO. Nel 2004 aprì la filiale spagnola, nel 2007 la filiale francese e nel tempo è cresciuta ed evoluta. Acquisita da De Agostini, successivamente si è fusa con Zodiak Entertainment, che nel 2016 si unisce al gruppo francese Banijay.

Tra i moltissimi programmi televisivi di successo prodotti da Magnolia in Italia, possiamo ricordare

“L’isola dei famosi”, “L’eredità”, “Pechino Express”, “Piazzapulita”, “MasterChef Italia”, “Singing In The Car “, “Bake Off Italia – Dolci in forno”, “Undressed” e “Top Chef Italia”. Nell’arco della stagione in corso ha gestito ben 25 produzioni, 13 delle quali inedite (6 totalmente originali, ideate internamente). Da evidenziare la ricerca di format idonei a riportare alla Tv i target più giovani, con proposte quali “Il Collegio” o “Monument Crew” (con ragazzi ventenni dediti al Parkour).

Questa complessa e iperattiva realtà ha recentemente dato avvio ad un percorso di potenziamento radicale della sua capacità interna di post produzione e lo ha fatto scegliendo soluzioni Avid, attraverso Avid Italia. Per questo abbiamo incontrato Alessio Gelati, che oggi è il responsabile post produzione di Magnolia, e a lui abbiamo chiesto di raccontarci le ragioni, le scelte e i risultati di questo investimento.

Domanda: direi che potremmo partire, semplicemente, col capire meglio chi siete e di cosa vi occupate.

Alessio Gelati:

Magnolia ha vissuto un processo importante di integrazione con Zodiak Active; lo scorso 30 ottobre 2016 tale integrazione si è conclusa con la fusione in Magnolia, anche se già lavoravano assieme da oltre un anno.

Io provengo dallo staff che era di Zodiak e con me è entrato a far parte di questa nuova struttura tutto il team operativo. Noi lavoriamo trasversalmente in azienda, nella struttura chiamata “Divisione Operativa” e gestiamo ogni necessità di natura tecnologica, oltre che specificamente, dell’infrastruttura di post produzione, del reparto IT e dell’ufficio acquisti.

Tale evoluzione organizzativa si è resa sicuramente necessaria a seguito del trasferimento del nostro Headquarters milanese nell’attuale sede di via Tito Speri, in zona Garibaldi vicino al nuovo centro direzionale di piazza Gae Aulenti, dove abbiamo realizzato una nuova infrastruttura IT distribuita su tutti i piani occupati da Magnolia.

Nella “Divisione Operativa” io sono specificamente il responsabile per l’area di post produzione, ma lavoro in perfetta sinergia con Luca Lucini, nostro IT Director. Questa collaborazione è stato un presupposto necessario sia per dare vita all’attuale configurazione della rete e dei servizi IT, sia per garantirci nel progetto sin da oggi le prospettive di sviluppo che, peraltro, in buona misura sono già ipotizzabili.

D: quindi avete progettato il presente guardando al futuro?

A.G.: Tutto il progetto IT, sin nei suoi aspetti di base, è stato da noi pensato in modo globale; si è provveduto a dare vita ad una struttura informatica tecnologicamente molto avanzata e proiettata a massimizzare i vantaggi specifici per le esigenze della post produzione audiovisiva di ultima generazione oltre che garantire alti standard di sicurezza.

Possiamo vantare una connessione internet Gigabit bidirezionale che ad oggi ci aiuta a ridurre i tempi della delivery dei contenuti digitali e ci potrà proiettare in un prossimo futuro alla cloud computing.

Tuttavia ci siamo anche assicurati che fosse piena l’integrazione tra l’area di post-pro e quella più propriamente aziendale. Questo permette una piena flessibilità di accesso e un uso del patrimonio audiovisivo e informativo aziendale, pur ovviamente modulando gli accessi amministrativi e diversificando i privilegi di ogni operatore in base al suo ruolo e funzione. L’operato di ciascuno in rete è inoltre costantemente tracciato e monitorato.

Ced Magnolia

D: Come è organizzata l’infrastruttura nel suo complesso?

A.G.: La Post Produzione e il Datacenter, cuore dell’infrastruttura IT aziendale, occupano l’intero piano interrato di via Tito Speri, su circa 600 metri quadri. Qui è presente anche un Archive Office che si occupa della gestione e back up su sistema LTO di tutto il materiale prodotto e un Quality Control in linea con le Delivery di messa in onda richiesti dai nostri Broadcaster.

Anticipo inoltre che anche la nostra sede di Roma, proprio questa estate, vedrà il rinnovamento e il potenziamento delle sue infrastrutture; ovviamente prendiamo a modello quanto già fatto a Milano e operiamo al fine di una piena integrazione tra le due facility, superando i limiti geografici e creando di fatto un unico polo lavorativo pienamente interlacciato.

Questo viene incontro anche alle esigenze particolari di alcuni clienti. Per esempio, per Discovery curiamo “Da qui a un anno”, che partirà in onda tra febbraio e marzo 2018. Si tratta di una produzione che richiede una multi locazione, in Italia, dei concorrenti e quindi rendere efficiente la sinergia tra Roma e Milano permette di ridurre sensibilmente i tempi e i problemi di post produzione e di ottimizzare le risorse professionali.

Grazie a questo tipo d’infrastruttura in grado di triangolare IT, Post Produzione e Archiviazione possiamo ambire alla realizzazione, nemmeno troppo lontana, di una Video Library aziendale.

D: Quali ragioni specifiche vi hanno spinto a fare questo upgrade?

A.G.: La ragione prima è stata quella di evolvere in modo da disporre di una struttura che fosse in grado di reggere i cambi tecnologici e gli approcci sempre più mutevoli del mondo della post produzione; parliamo di un settore che negli ultimi cinque anni ha conosciuto un’accelerazione enorme dal punto di vista delle tecnologie e dei linguaggi. In produzione, oggi, si gira sempre più materiale, creando una gigantesca massa di informazioni, un esorbitante numero di ore di riprese per ogni singola produzione.

Tale valanga di dati richiede macchine IT che possano gestire volumi sino a pochi anni fa non immaginabili. Pensiamo ai reality e alle modalità di ripresa. Si gira spesso con tantissime camere, sempre accese. Ci sono quelle con operatore, ma anche tanti punti di ripresa fissi nascosti, per rubare attimi di effettiva verità. Questo presupposto genera un lavoro gigantesco in post produzione, che oggi più di ieri è la fase durante la quale si costruisce la vera e propria storia. Parliamo di 10, 12 o anche più flussi camera ad altissima qualità video e spesso per molte settimane, quando non mesi, ininterrotte di produzione e di successiva post produzione.

D: Quindi è il cambiamento nel linguaggio narrativo televisivo che vi ha “obbligati” a questo upgrade?

A.G.: In effetti all’inizio c’era il mondo di una Tv dominata dalla fiction, che era pensata bene a priori, a tavolino, e quindi la produzione già in gran parte si traduceva nella narrazione definitiva; poi è arrivata la Docu-fiction a complicare le cose e infine siamo approdati al dominio dei reality, dove gran parte della storia nasce mentre si svolgono le riprese. La regia è sempre fondamentale, ma la storia diventa ciò che è in corso d’opera e, spesso, proprio l’inatteso e l’imprevisto danno il colpo d’ala. Ecco perché ci sono tante camere nascoste e inquadrature di dettagli che diventano importanti, che permettono tagli registici inediti e focus un tempo impensabili. Solo che tutto questo entra a pieno titolo nel mainstream del racconto solo in fase di post produzione, che d’altro canto ha tempi sempre più stretti tra l’acquisizione dei materiali grezzi e il broadcasting degli stessi

D. Potremmo dire che siamo passati dal “ciack si gira” al “ciack si monta”. E quindi ecco entrare in gioco Avid…

A.G.: Magnolia già anni fa lavorava con sistemi Avid, che per me e moltissimi addetti ai lavori è sinonimo di stabilità e affidabilità di sistema. In Zodiak lavoravamo su prodotti audiovisivi più leggeri ed eterogenei, quindi la struttura vedeva un mix di marchi e standard in campo, compresi un Final Cut Pro, Editshare o un sistema Premiere, oltre che soluzioni Avid di quella che potremmo definire una precedente generazione.

Poi l’azienda si è posta nell’ottica di avviare questa rivoluzione tecnologica interna e così, anche guardando al futuro, abbiamo concluso che solo Avid per noi era il brand da prendere in considerazione. Soluzioni alternative ce n’erano, ma non volevamo compromessi sull’aspetto dell’affidabilità nel tempo.

Inoltre in fase di progetto e poi di messa in opera abbiamo avuto la conferma della qualità del supporto costante e sempre presente e qualificato. Questo aspetto è cruciale in un tipo di investimento come il nostro e non può essere dato per scontato.

post production facilityCon Alessandro D’Auria per gli aspetti commerciali e con i tecnici Kostiantyn Volkov e Simone Fontana e altri di Avid abbiamo fatto riunioni su riunioni, perché si trattava di progettare e realizzare un sistema complesso. La progettazione a Milano ha preso un po’ più di tempo, perché c’era da analizzare bene la massa di stream da gestire e l’architettura conseguente. Diciamo che ha preso circa otto mesi, tra aprile e dicembre 2015. Chiusa l’intesa a gennaio con Avid, già a marzo eravamo operativi. Tutto è andato liscio e l’avvio non ha riservato sorprese.

Conclusivamente per Milano abbiamo strutturato un centro di post produzione con ben 48 postazioni di lavoro: 36 Media Composer per editing e 12 Media Composer per ingest. Abbiamo standardizzato la struttura nuova acquisendo quattro ISIS 5500 da 64TB ciascuno e due Nexis E4 da 120TB. Sia detto che già la parte di ingest effettua di default tutta una serie di operazione volte a ottimizzare e standardizzare i contenuti, il che rappresenta un aspetto cruciale per garantire il miglior risultato finale e un’operatività fluida nella fase vera e propria di editing, dove intervengono le professionalità più qualificate e creative.

A Roma, in questo momento, stiamo installando una facility con 18 postazioni Media Composer e due ISIS5500. La struttura è stata pensata in questo modo anche tenendo conto del fatto che la totalità dei professionisti che si occupano di post produzione sui diversi progetti è rappresentata da free lance e quindi si è anche cercato di ottimizzare la facilità di uso del sistema.

edit room

D. Dopo un anno di esperienza pratica di lavoro su questa struttura, a Milano, è possibile esprimere un giudizio.

A.G.: Senza mezze misure la soddisfazione è piena. Ormai da mesi lavoriamo a pieno regime e la struttura non ci da problemi. Prima Magnolia esternalizzava una gran parte della post produzione, anche il 75% del lavoro veniva assegnato in esterno. Poi ha progressivamente internalizzato, appoggiandosi alla nuova struttura e oggi, a metà del 2017, abbiamo l’80% di post produzione realizzata internamente ed esternalizziamo quasi solo nei periodi di picco del lavoro, quando si accavallano tante post produzioni contemporaneamente, tipicamente in autunno. Lavoriamo di regola al 95% della capacità massima eppure tutto fluisce molto bene.

D. Mi conceda di usare un vostro brand per concludere: e… “da qui a un anno”?

A.G.: Proseguiremo con Avid senza esitazioni. La scalabilità è piena ed è già stata sfruttata con un upgrade che si è reso necessario per gestire una produzione che da HD “semplice” è passata al livello HQRX. Per ora i nostri broadcaster, per il nostro genere di contenuti, ci chiedono di produrre in 4k, ma per il delivery l’HD va più che bene. Tuttavia, quando sarà il momento, saremo pronti a gestire ulteriori step di crescita, senza problemi.

Concludo ricordando che Magnolia ha anche una sezione dedicata al supporto digital e social che è ancillare praticamente ad ogni produzione seriale ed è parte integrante degli accordi commerciali tra Magnolia e i Broadcaster. La post produzione per questo specifico aspetto deve reagire in tempi strettissimi, per fornire contribuzioni a vantaggio della spettacolarizzazione del social, con delivery giornaliere e contemporanee alla messa in onda. Questo aspetto andrà certamente crescendo, ma con Avid ci sentiamo davvero tranquilli.

 

(intervista a cura di Andrea Rivetta-giornalista specializzato)