Cracking The Da Vinci Code Heading

I montatori Dan Hanley e Mike Hill formano un duo intrepido. Collaboratori di lunga data del regista Ron Howard avevano appena terminato le operazioni di editing dell’acclamato film Cinderella Man (per cui hanno ricevuto la terza nomination al Premio Oscar alla Conquista del Film Editing) quando sono incappati nella realizzazione di quello che può essere letteralmente definito il progetto di film più grande di tutta la loro carriera.

Il Codice Da Vinci, adattato dall’incredibilmente famoso – e controverso – romanzo di Dan Brown, è discutibilmente il film più atteso del 2006. “Abbiamo lavorato alla realizzazione di grandi film con Ron in precedenza, ma questo si trova a un livello completamente differente e sarà visto in tutto il mondo”, afferma Hanley in riferimento al film che sarà proiettato per la prima volta in circa 23.000 sale cinematografiche il 19 maggio, due giorni dopo la prima al Film Festival di Cannes.

Timeframe serrate, Strumenti Collaudati

Durante i quattro mesi di riprese effettuate in Inghilterra e in Francia, terminate nel mese di ottobre 2005, la squadra di editing si è installata presso gli Shepperton Studios vicino a Londra. Questo ha consentito ai montatori di lavorare al fianco di Howard, al resto del cast e della troupe allo scopo di accertarsi che disponevano della copertura necessaria. Tutto ciò ha inoltre consentito alla squadra di editing di lavorare a stretto contatto con le case di produzione di effetti visivi, situate a Londra, per visualizzare le anteprime delle sequenze di effetti. Quando i montatori hanno fatto rientro a Los Angeles per eseguire le ultime operazioni di editing, hanno riscontrato una timeline di editing diversa dal solito a causa del tempo richiesto per la preparazione di un così ampio numero di stampe e la scadenza perentoria del 19 maggio.

“È una vera e propria collaborazione – l’incontro del suono e del video, adoperarsi per ottenere la visione del regista.”

Per mantenere il passo con le operazioni di editing – comprese quelle di logging di un’ingente quantità metraggio e la gestione di approssimativamente 700 riprese per effetti visivi – e per assicurare una consegna impeccabilmente puntuale, la squadra di editing si è affidata a una struttura di editing digitale completamente integrata. Hanley e Hill, in collaborazione con il montatore Robert Komatsu e gli assistenti Carolyn Calvert, Tom Elkins e Suzy Gilbert, hanno utilizzato cinque sistemi Film Composer® XL per piattaforma Macintosh al fine di eseguire le operazioni di post-produzione. Ogni stazione Film Composer era connessa al sistema Avid Unity™ MediaNetwork per la condivisione contemporanea di progetti e di media - una funzione essenziale dato l’incombere delle scadenze del film. Gli assistenti hanno inoltre utilizzato il software Avid Xpress® Pro su un pc portatile Macintosh G4, allo scopo di verificare, innanzitutto, l’accuratezza dei dati riguardanti i giornalieri.

“Abbiamo dapprima creato il quadro generale con Ron, ma questo è un livello completamente differente.”
La Struttura è il Segreto

Akiva Goldsman ha scritto la sceneggiatura catturando nel dettaglio tutte le trame dei vari personaggi che si accavallano tra di loro pur rimanendo fedele all’intricata trama del libro. La sfida per i montatori era di mantenere intatta l’intensità del racconto senza modificare il ritmo tipico di un thriller.

“Ci sono numerose scene di suspence, ma stavamo passando troppo tempo a far salire Langdon e Sophie [i due personaggi principali] in macchina e a fargli intraprendere la propria strada”, afferma Hill riguardo alla prima parte del film, che si svolge al museo del Louvre di Parigi. “Siamo passati da una sezione di circa 80 minuti a una di 20 o 30 minuti per il primo atto”.

Questa prodezza è stata in parte realizzata inventando una tecnica che in grado di mostrare velocemente i pensieri dei personaggi. “Abbiamo utilizzato svariati flashback per presentare gli accadimenti del passato e i trascorsi di ogni personaggio”, afferma Hill. “In seguito, abbiamo dovuto capire in che modo presentare questi flashback: realizzarli e inserirli nella storia. Abbiamo sviluppato un certo look per i flashback – abbiamo utilizzato un effetto particolare e una differente tonalità di colore.” Komatsu, che ha gestito l’editing degli effetti visivi, è stato in grado di riprodurre questo effetto nel sistema Film Composer utilizzando l’opzione Color Effects unitamente a quella Film Grain.

C’erano approssimativamente 500 riprese di effetti tradizionali create da quattro case di produzione di effetti visivi, in aggiunta ad altri 200 creati nella fase degli intermedi digitali. Per esempio, in una scena il personaggio di Tom Hanks visualizza un elaborato sistema solare con i pianeti in movimento per risolvere il mistero di un astro mancante che indica una posizione chiave nella sua ricerca. Un’altra scena consisteva in una ripresa che passa attraverso un elaborato dispositivo di codificazione – il criptex – per spiegare il modo in cui funziona.

La comunicazione con le case di produzione di effetti è stata facile nel periodo in cui i montatori alloggiavano presso gli Shepperton Studios. Quando i montatori sono rientrati a Los Angeles, l’assistente al montaggio Simon Davis è rimasto a Londra per agevolare le operazioni di coordinamento della distribuzione e della ricezione di effetti visivi ai svariati produttori e per preparare gli intermedi digitali. Si è avvalso del sistema Film Composer di sua proprietà unitamente al sistema di storage condiviso Avid Unity MediaNetwork per un workflow perfetto a lunga distanza.

Sentire è Credere

Il montatore addetto alla supervisione del suono Chic Ciccolini ha capeggiato una squadra del suono composta da 16 membri che si è avvalsa di 14 sistemi Digidesign® Pro Tools® allo scopo di eseguire l’editing di: suono, dialoghi, ADR, Foley e musica. Sono stati utilizzati sei ulteriori sistemi Digidesign® Pro Tools|HD® nella fase di missaggio allo scopo di gestire una combinazione di pre-dub e di super sessioni.

Ciccolini, che collabora con Howard da 21 anni, ha trovato Il Codice Da Vinci un progetto interessante dal punto di vista della creazione del suono, con i suoi misteri e avvenimenti distribuiti sia nel passato che nel presente. “La cosa che veramente mi piace dell’operare nel campo del suono è che non si devono utilizzare gli strumenti alla lettera. Si può prendere qualcosa di completamente estraneo e utilizzarlo con un’immagine”.

Per esempio, lui e il montatore degli effetti audio Danny Pagan si sono avvalsi di un sistema Pro Tools|HD per creare il suono di una catapulta in funzione. Invece di utilizzare un suono tipicamente associato a un dispositivo meccanico, hanno utilizzato il barrito di un elefante. “Ho chiesto a Ron se sapesse identificare un simile suono e lui, non è stato in grado di farlo ma ha aggiunto che gli sembrava il suono di una catapulta ed era proprio quel che volevamo”, dice Ciccolini.

L’eredità di Da Vinci

L’arte e la scienza della produzione cinematografica non sono mai state tanto utilizzate come nel film Il Codice Da Vinci, con la sua affascinante storia supportata da un’ingente utilizzo di effetti audio e video. “È una vera e propria collaborazione – l’incontro del suono e del video, adoperarsi per ottenere la visione del regista”, afferma Ciccolini. “Ascolti il regista e ti chiedi: “Che cosa sta cercando di creare?” Siamo semplicemente tutti l’estensione della sua visione”.

  Dan Hanley e Mike Hill: Montatori in Sincronia >