Spingersi all’estremo con Avid Xpress Pro

Spingersi all’estremo con Avid Xpress Pro

I camcoder e i sistemi desktop, che consentono ai giornalisti e ai produttori di effettuare registrazioni senza ricorrere all’assistenza di squadre di operatori e, successivamente, di eseguire l’editing del materiale registrato direttamente presso i propri uffici, sono attualmente ampiamente diffusi nel settore del broadcasting. Avid ha sempre previsto i cambiamenti che la nuova tecnologia ha apportato nel modo di creare i programmi ma è stata necessaria la presenza dei produttori televisivi affinché si rendesse realmente conto di quel che fosse possibile realizzare grazie ad essa. Uno dei primi fautori dell’utilizzo di camcoder associato a quello di sistemi desktop è stato il produttore indipendente Mark Dyson, i cui documentari in materia di esplorazioni e di avventure spingono la tecnologia a mostrare alla gente come sia possibile raggiungere zone remote e inospitali della terra.

Sulla base dei filmati amatoriali girati da esploratori e da viaggiatori con camcoder DV piccoli e leggeri, Dyson ha prodotto una serie di programmi che portano gli spettatori nei posti più remoti del mondo rendendoli partecipi di storie straordinarie. “Adoravo le piccole videocamere come la Sony VX1000 e persino l’Hi 8 sebbene ora nessuno le utilizzi più” afferma. “Si tratta del tipo di videocamera giusto per il lavoro giusto: in certi casi la cinepresa non deve dare nell’occhio, in questo modo i soggetti si dimenticano quasi della sua presenza. E i sistemi di editing di Avid si sono adattati a eseguire questo tipo di lavoro”.

Gente ordinaria, storie straordinarie

Il primo programma di Dyson sui viaggi “reali”, Adventure Challenge, è stato prodotto dalla società di sua proprietà Creative Touch Films: i filmati erano girati con videocamere DV, le operazioni di editing e quelle di compositing erano eseguite con il sistema Avid Xpress DV. La DVcam ha certamente consentito a molte persone di raccontare le proprie storie, ma ha anche significato per Dyson e per la sua squadra di montatori una laboriosa selezione delle ingenti quantità di materiale raccolto.

“Con la pellicola si tendeva a non superare un rapporto di registrazione di 10 a 1” spiega Dyson. “Con il video, il rapporto è aumentato rapidamente a 15 a 1, 20 a 1 ma ora è nettamente superiore. Una volta avevo 300 ore di girato per un filmato da un’ora. Il budget a disposizione per questi programmi è limitato ma le storie da raccontare sono straordinarie, così per portare a termine il lavoro senza superare il budget dobbiamo avvalerci della tecnologia moderna”.

Una volta avevo 300 ore di girato per un filmato di un’ora.
"Mark Dyson, Co-fondatore e Direttore della Creative Touch Films"

Dyson si convinse di quanto la combinazione tra DVcam e Avid Xpress potesse offrire durante la realizzazione di filmati con il materiale girato in loco dai viaggiatori. Questo lo ha portato a prevendere al National Geographic una serie di 26 documentari da un’ora dal titolo Adventure Challenge. Fornendo, inoltre, agli esploratori nozioni basilari sull’utilizzo della DVcam, la qualità del girato registrato si era innalzata considerevolmente.

"Se si forniscono a degli appassionati troppe informazioni sull’utilizzo di una videocamera in un lasso di tempo breve, si rischia di farli entrare in panico”, afferma. “E la maggior parte delle volte, tutto quel che si ottiene è uno stile di registrazione da “Top 10” con il risultato che tutto il materiale si assomiglia. I problemi che abbiamo dovuto affrontare comprendevano le pause time-code, perché è difficile ricordarsene mentre ci si trova in cima a una montagna, una serie di rate di audio sampling – spessissimo a 32kb/s quando invece lo standard broadcast è di 48 – e l’instabilità generale delle immagini nonché una pessima qualità delle stesse”.

Dyson ha usato quel che definisce “ogni trucco che Avid Xpress è in grado di offrire” per correggere questi errori, inclusa la funzione di ristabilizzazione. “Non è necessario che la qualità sia molto elevata perché con qualche imperfezione tutto sembra ancor più reale”, commenta. “Ma abbiamo effettuato un’accurata pulizia di un’ingente quantità di materiale e Avid Xpress ha dimostrato di possedere i requisiti giusti per affrontare quasi tutti i problemi che si sono presentati. Non abbiamo dovuto ricorrere a un altro sistema o a un’altra casa di produzione”.

Dyson ha usato ogni trucco che Avid Xpress è in grado di offrire per portare a termine il proprio lavoro.

Dimostrare a tutti che si sbagliavano

Mentre Dyson era convinto che queste tecnologie fossero sufficientemente buone e adeguate a eseguire questo tipo di lavoro, le emittenti televisive mettevano in dubbio che la qualità del DV potesse raggiungere i livelli richiesti nel settore del broadcast, e i montatori di immagini che lavoravano alle serie, dal canto loro, erano preoccupati del fatto che il sistema Avid Xpress DV che Dyson stava utilizzando allora non fosse in grado di sostenere un programma di 26 episodi, in considerazione delle scadenze poste dal National Geographic.

I montatori esprimevano le proprie perplessità anche in merito alla possibilità di riuscire a rispettare i requisiti in materia di controllo della qualità imposti dalle emittenti televisive e ci si domandava infine se l’intera serie potesse essere portata a termine con un budget tanto ristretto. “Grazie al supporto ingegneristico offerto da Avid abbiamo portato a termine questo lavoro nel rispetto dei tempi e del budget a nostra disposizione”, ricorda Dyson. “Per quanto ne sappia io, era la prima volta che Avid Xpress DV veniva utilizzato per elaborare quantità tanto ingenti di materiale in tempi tanto brevi per un’importante emittente televisiva”.

Creative Touch ha prodotto Adventure Challenge nel 2002 e nel 2003. Il successo di questa serie ha portato alla nascita dei programmi Total Adventure e, in tempi più recenti, Into the Unknown. In questo periodo Dyson è passato da Avid Xpress DV ad Avid Xpress Pro. Gli unici problemi riguardanti il Controllo Qualità che si sono manifestati erano di minore importanza e non sono durati che qualche giorno. “I montatori mi hanno confidato che nonostante utilizzino un pacchetto di editing high-end, a volte i loro programmi vengono rifiutati dalle emittenti americane per questioni relative al Controllo Qualità”, aggiunge.

Oltre agli strumenti per controllare la qualità visiva offerti da Avid Xpress Pro, Dyson ha sottolineato anche le capacità audio del sistema. “Con questo sistema, è possibile effettuare il mixing del suono ottenendo dei risultati soddisfacenti”, prosegue: “soprattutto se si trova gente con un buon orecchio. Io sono musicista e ho esperienza di mixing del suono perciò cerco di coinvolgere persone che abbiamo questo genere di esperienza, perché un audio di pessima qualità può veramente rovinare un intero filmato”.

Possibilità future

Dyson sta attualmente prendendo in considerazione la possibilità di adottare il pacchetto Avid Xpress Studio, il quale associa le capacità di editing, di compositing e di colour correction di Avid Xpress alle capacità di registrazione, di editing e del mixing audio offerte da Digidesign Pro Tools, nonché a quelle di registrazione e di authoring per DVD. “Pro Tools è perfettamente integrato a questo sistema, rappresentando un enorme passo avanti. Pro Tools ci offre un’interfaccia tra i sistemi Avid e il registratore digitale basato su nastro in cassetta Tascam DA88, che le emittenti televisive americane richiedono per un mixing del suono a otto tracce separato e che ci consentirebbe, inoltre, di offrire versioni 5.1 di suono surround”, spiega Dyson.

Avid Xpress Pro ha tirato fuori l’editore che era in molte persone… ha aiutato le società indipendenti come la nostra.
"Mark Dyson

Creative Touch Films si avvale di sette sistemi Avid Xpress Pro presso i propri uffici con sede a Londra e raramente, se non mai, è costretta a ricorrere all’utilizzo di una struttura di post-produzione commerciale. Dyson sta attualmente prendendo in considerazione la possibilità di passare all’HD, con una produzione in entrata da acquisire mediante HDcam e HDV. Durante la fase iniziale ritiene possibile che sia necessario collegarsi online attraverso Avid Media Composer Adrenaline ma che una volta finalizzato il software Avid Xpress Pro HD sarà in grado di rimanere entro i confini della propria postazione.

I sistemi desktop come Avid Xpress Pro, afferma Dyson, “hanno tirato fuori il montatore che era in molte persone” e hanno consentito loro di diventare degli autori. “È straordinario,” continua. “La tecnologia ora è più affidabile e la maggior parte dei programmi potrebbe essere creata utilizzando Avid Xpress Pro. Questo sistema ha aiutato le società indipendenti come la nostra, soprattutto da quando i budget sono diminuiti ed è diventato molto difficile ottenere da parte delle emittenti televisive finanziamenti in grado di coprire tutte le spese”.

Mark Dyson conclude affermando che il suo modo di creare i programmi è “basato su Avid Xpress DV e, in tempi più recenti, su Avid Xpress Pro” e che proseguirà il proprio cammino verso l’HD. Dyson ha concepito il modo in cui voleva creare dei programmi e ha trovato una tecnologia che realizzasse questa sua idea. “Abbiamo cercato i diversi modi in cui potevamo utilizzare questi sistemi”, conclude: “loro lavorano e noi ci affidiamo a loro. Dopo tutto, per alcune serie di dimensioni considerevoli abbiamo chiesto ad Avid di fare l’impossibile e Avid l’ha fatto”.

Abbiamo chiesto ad Avid di fare l’impossibile e Avid l’ha fatto.
"Mark Dyson

Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.ctfilms.com

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