Avid Mentor Program

Colmare il divario di conoscenza

Una delle più grandi sfide che il settore televisivo e della post-produzione si trovano ad affrontare è anche quella di cui si parla meno: la ricerca di personale. L'imporsi del formato HD, lo sviluppo di Internet, la difficoltà di tenere gli spettatori incollati allo schermo rappresentano argomenti di discussioni senza fine. Viene invece rivolta poca attenzione ai problemi correlati all'inserimento nel settore di giovani collaboratori dotati delle capacità necessarie a svolgere il lavoro. Purtroppo il reclutamento delle risorse umane è un’attività sottovalutata. Punto e basta.

Nel frattempo le mailing list e i forum dedicati ai problemi degli studenti che cercano impiego sono più frequentati che mai. È impossibile trovare un buon lavoro senza esperienza e non si può fare esperienza senza un lavoro. Si tratta di una situazione tristemente nota a tutti coloro che hanno cercato di inserirsi in un nuovo settore. E certo non aiuta il fatto che il settore televisivo sia in continuo mutamento. Le università e le scuole professionali cercano di colpire un bersaglio in movimento, potendo solo immaginare come si trasformerà il settore fra tre anni o in un futuro ancora più remoto... e non è facile.

“Le università e le scuole professionali cercano di colpire un bersaglio in movimento, potendo solo immaginare come si trasformerà il settore fra tre anni o in un futuro ancora più remoto... e non è facile.”

Esiste anche una differenza di competenze. A dire il vero, più di una, e colmarle almeno in parte è di grande importanza per tutti gli interessati: studenti, insegnanti e il settore stesso.

Il primo compito consiste nel bilanciare esperienza pratica e teorica, il cui rapporto varia a seconda del tipo di scuola frequentata. "Di norma gli studenti diplomati agli istituti professionali dimostrano maggiore dimestichezza con i processi pratici delle riprese e del montaggio", spiega Christian Habersetzer, project manager tecnico della nuova agenzia multimediale Evisco AG con sede a Monaco. "Hanno già esperienza nell'uso di videocamere, luci e spesso persino di apparecchiature audio. D'altro canto mancano solitamente di conoscenze teoriche su argomenti quali gli standard video e la compressione. Gli studenti universitari possiedono queste conoscenze ma hanno avuto poche o nessuna occasione di applicarle e, di conseguenza, non sono pronti ad affrontare il lavoro sul campo sin dall'inizio".

 

media skills gap

Questa è la prima differenza: tra la teoria e la pratica. La seconda differenza deriva dall'utilizzo sempre maggiore del computer desktop. Un tempo il settore televisivo, al pari dell'IT, faceva ricorso a macchinari misteriosi e incredibilmente costosi che gli operatori tendevano a difendere dalle mani inesperte dei principianti. Erano necessari anni di formazione anche solo per avvicinarsi alle macchine e tempi ancor più lunghi per manovrarle. Ora il settore si avvale di PC e si sono moltiplicati i corsi di formazione che consentono di ricreare i processi di post-produzione a casa propria. Questa novità non è esente da problematiche.

"La nostra società possiede unità mobili di regia, teatri di posa, apparecchiature per la raccolta elettronica delle notizie e sale di post-produzione", spiega David Ojeda, responsabile di post-produzione presso la sede Infinia di Barcellona. "Qualche anno fa gli studenti che approdavano alla nostra azienda al termine degli studi avevano più nozioni di base di elettronica, molto importante per il nostro settore, che di software. La situazione si è ora rovesciata: hanno più dimestichezza con il software che con l'elettronica e questo per noi è un passo indietro".

Ne deriva una difficoltà spesso denunciata dagli addetti ai lavori: gli studenti sanno utilizzare il software ma non possiedono le abilità manuali che ne costituiscono la base. E, come è risaputo, c'è un'enorme differenza tra il saper tagliare un film e l'essere un montatore.

“C'è un'enorme differenza tra il saper tagliare un film e l'essere un montatore.”

Poi ovviamente ci si chiede se l'istruzione superiore, e universitaria in particolare, debba essere concepita semplicemente come un nastro trasportatore verso il settore. "Il settore televisivo deve apprezzare che gli accademici non si occupino unicamente di formazione al lavoro nel settore", sostiene Charlie Watts, lettore senior al Department of Creative Technologies dell'Università di Portsmouth nel Regno Unito. "Abbiamo l'immensa responsabilità di stimolare le menti e offrire un ampio pacchetto di vantaggi. L'istruzione superiore, ad esempio, deve prendere in esame questioni complesse in relazione a una moltitudine di argomenti su vasta scala ma anche in profondità. Inoltre, dovrebbe approfondire tecnologie e concetti avveniristici e in ultima analisi studiare a fondo i migliori standard pratici disponibili per il settore".

Dai problemi alle soluzioni

Quindi, data questa serie di problemi, come procedere? Che cosa possono fare gli insegnanti per aumentare le possibilità di impiego degli studenti nel settore senza rinunciare a stimolarli e che cosa possono fare gli studenti per migliorare la loro qualifica per il mondo del lavoro?

Tanto per iniziare, deve esserci comunicazione tra le parti interessate. È opinione generale che gli insegnanti debbano costruire ponti verso il mondo del lavoro e viceversa e che entrambi i soggetti debbano mantenere il loro ruolo distintivo durante il processo. Ed è qui che possono entrare in gioco i produttori, fornendo buone fondamenta per la costruzione di tali ponti.

"Gli istituti di istruzione superiore subiscono sempre maggiori pressioni affinché i loro diplomati rispondano alle esigenze del mondo del lavoro ed è quindi rassicurante sapere che determinati segmenti del settore siano consapevoli della situazione e siano disposti a fornire assistenza a riguardo", afferma Watts. "Il programma Avid Mentor ne è un ottimo esempio. Si tratta di un approccio encomiabile volto a formare stretti legami tra il settore e il mondo dell'istruzione. Senza dubbio il programma Avid Academic Partner (AAP) consente di colmare il divario grazie all'offerta di inserimento lavorativo, certificazioni e informazioni utili e rilevanti per tutta la durata del programma. Avid ha dimostrato grande interesse nel collaborare con il mondo dell'istruzione, creando un programma finalizzato al perfezionamento degli studi e delle conoscenze".


“Avid ha dimostrato grande interesse nel collaborare con il mondo dell'istruzione, creando un programma finalizzato al perfezionamento degli studi e delle conoscenze.”

Si è rilevato, recentemente, che molte emittenti e case di post-produzioni hanno potenziato i programmi di formazione interna. Anche i docenti devono prefiggersi l'obiettivo di preparare gli studenti alle esigenze reali del mercato che vanno al di là della capacità di manipolare immagini con l'ausilio di un software e forse addirittura oltre l'abilità manuale. "Le aziende richiedono professionisti in grado di integrarsi rapidamente nelle strutture produttive", sostiene Emiliano Bernués, responsabile tecnico presso l'emittente spagnola Corporación Aragonesa de Radio y Televisión. "Il tempo investito nella formazione del dipendente può rivelarsi una perdita economica per il datore di lavoro".

 

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E nessuno vuole sprecare tempo prezioso a spiegare pazientemente che le scadenze sono importanti o che i nuovi dipendenti devono essere intraprendenti all'interno della società. I datori di lavoro si aspettano che tali nozioni siano innate. Se chiedete loro cosa desiderano dai neoassunti, vi diranno che vogliono persone che sappiano utilizzare le attrezzature e ovviamente che abbiano talento. Ma c'è dell'altro.

“Adesso cerchiamo fondamentalmente persone con la giusta attitudine mentale più che una vaga inclinazione", dice Odeja della sede Infinia di Barcellona. "Perché con la prima è possibile imparare la seconda, ma non viceversa.”

Henric Larsson di The Chimney Pot, una delle maggiori case di post-produzione in Stoccolma, ne fa una questione di dedizione. "Vi sono persone che morirebbero per fare questo lavoro e non solo qualcuno pensa sia un settore intrigante": questo è a suo parere l'identikit del futuro dipendente. "Voglio avere le prove che il settore interessa da anni al candidato, e che non sia solo un tentativo di chi non sa cosa fare nella vita".

Spirito di iniziativa, entusiasmo, talento e formazione. Se si aggiungono a questa miscela l'impegno e la collaborazione di una società come Avid, si potrà certo andare lontano...

Andy Stout, 2006