“Stanotte a Firenze” una produzione Rai ad altissima definizione

“Stanotte a Firenze” una produzione Rai ad altissima definizione

Domenico Lascala è il responsabile del Laboratorio Mercato Tecnologico all’interno della Direzione Qualità e Pianificazione che nella Rai Radiotelevisione Italiana si occupa dello sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate, destinate alle riprese in alta e altissima qualità.

In questa veste Lascala ha coordinato, tra le altre cose fatte, anche l’adozione delle soluzioni e procedure atte a realizzare l’ambiziosa produzione “Stanotte a Firenze”. Si è trattato di una grande produzione, che ha coinvolto protagonisti d’eccezione quali Andrea Bocelli, Giusi Buscemi, Giancarlo Giannini e Oliviero Toscani. Per la prima volta Rai ha prodotto un documentario utilizzando telecamere in altissima definizione (4K HDR), oltre ad effetti speciali, mini-fiction e droni.

Il programma

“Stanotte a Firenze” è un programma di Alberto Angela, diretto da Gabriele Cipollitti ed interamente realizzato da professionalità e strutture interne Rai. Ha dichiarato Alberto Angela: “Per oltre vent’anni abbiamo filmato di notte nei musei più importanti del mondo. È l’unico momento possibile per filmare le sale vuote o i reperti preziosi fuori dalle vetrine perché non ci sono visitatori. Ma di notte il Museo cambia volto. Siete solo voi davanti ai capolavori immersi nel silenzio. Il Museo sembra quasi mostrarvi e offrirvi i suoi tesori in un’atmosfera di intimità. Ho sempre voluto trasmettere e regalare questa atmosfera che ho respirato ai telespettatori. Così negli anni mi è venuta l’idea di questo programma. Immaginate: uscito l’ultimo visitatore, il direttore vi consegna le chiavi del museo che è “vostro” per tutta la notte fino all’alba. Solo voi e i capolavori della genialità dell’uomo nei secoli.  Passo dopo passo il museo vi svela i suoi segreti facendo riemergere un passato dimenticato da millenni…”.

Per questo, dopo un anno dalla produzione di” Stanotte al Museo Egizio di Torino”, Angela ha accompagnato il pubblico di RAI1 in un altro affascinante viaggio notturno: “Stanotte a Firenze”, che è andato in onda giovedì 9 giugno 2016, in prima serata.

Si è trattato di un lungo ed accurato lavoro, sia in quanto ad allestimento dei vari set, sia per le fasi di produzione delle riprese e – aspetto cruciale –di post-produzione in alta qualità 4K, così come per il lavoro di tutti i tecnici e per la logistica e il workflow.

riprese

La squadra RAI di Napoli ha lavorato in orari prevalentemente notturni, in location difficili e bisognose della massima cura, quali gli Uffizi, la Galleria dell’Accademia, la Basilica di San Lorenzo, il Duomo o Piazza della Signoria.

Il making of del programma

“Stanotte a Firenze” ha avuto la caratteristica di essere un programma girato per la prima volta in 4K HDR, una tecnologia che consente di mostrare allo spettatore le opere d’arte e gli ambienti con un’altissima qualità di immagine, di sapore cinematografico, pur godendo di tutta la flessibilità tipica del maneggiare contenuti al 100% digitali.

scena

Per valorizzare anche questo aspetto di backstage, RAI ha prodotto anche il “making of” del programma, curato da Maria Francesca Marcelli e Cristina Scardovi, con il montaggio di Ivo Semeraro; un vero e proprio programma nel programma, che ha raccontato l’impegno tecnologico, ma anche gli imprevisti occorsi sui set, compreso l’utilizzo dei droni, dando valore agli aspetti più interessanti di ogni figura professionale coinvolta nel progetto.

I backstage giorno per giorno si possono vedere cliccando qui

Oppure, un ampio riepilogo del making of lo si trova online qui

 

Parlando di tecnologia Avid

Domenico Lascala ha spiegato quale sia stata la strategia Rai, che “sempre più evolve da quella di broadcaster puro a quella di media company, quindi sempre più impegnata non solo nel produrre per “trasmettere”, ma anche e – come in questo caso – quasi soprattutto a pensare la produzione per il cinema, il web e la diffusione tramite DVD e Blu-Ray.

Questa nuova filosofia comporta inedite esigenze, anche dal punto di vista dell’impiego di nuove figure professionali, di squadre organizzate in modo originale e di un più efficiente workflow; caratteristiche e impegni che si sono concentrati proprio nella produzione – realizzata interamente in casa Rai – “Stanotte a Firenze”.

museo

Domenico Lascala ha sottolineato che “in Rai abbiamo iniziato circa 4 anni fa con l’introduzione del 4K e in questo processo Avid ci è stata costantemente vicina, supportandoci nel rispondere a tantissime domande e nel risolvere molti problemi, spesso del tutto nuovi”.

Accanto a Lascala per Avid hanno operato in modo particolare Alessandro D’Auria, sales manager, e Valerio Fogliaro (Avid Certified Instructor).

Rai da Avid ha acquisito un sistema per la post produzione in 4k, consistente in uno storage Isis 5500 da 64 TB e due Media Composer 8.2.

 

Un efficiente workflow

Le riprese venivano effettuate con una F55 Sony, che permetteva di garantire un girato a 50p, a 4k pieno. I file audiovisivi venivano poi ingestati da un sistema DaVinci Resolve, grazie al quale il file sorgente veniva transcodificato su Hard Disc, sia nel nuovo formato DNxHR, il codec nativo di Avid, sia veniva estratto un file AAF di interscambio.

Ha spiegato Domenico Lascala: ” Era a quel punto che gli Hard Disc venivano fisicamente portati da Firenze a Napoli, dove i file venivano subito copiati nel nostro Isis5500; qui il file AAF veniva editato tramite Media Composer, linkando il materiale ai file DNxHR. In pratica con le clip veniva effettuato il montaggio e, una volta terminato l’editing, inclusa la color correction sul DaVinci, si estraeva da Media Composer un file AAF contenente il link ai media nativi. In pratica, abbiamo seguito la logica di lavoro tipica dell’uso dei file proxy per creare la versione in alta qualità, editata dal materiale grezzo. Ma con il vantaggio di godere comunque di un materiale di elevata qualità in fase di post-produzione”.

Una nota in merito al workflow viene anche da Valerio Fogliano di Avid: “Il codec DNxHR permette che tutto l’editing risulti molto più fluido, perché invece p.es. di 360 MB/s di streaming, permette di ridurre il fabbisogno di larghezza di banda a meno di un decimo. Si risparmia tempo e si migliora la fruibilità del materiale. E, soprattutto, il link finale tra materiale editato e materiale nativo lo si fa con un click. Finita la color correction, il delivery era fatto tramite il DaVinci, il che dimostra come la scelta di Avid sia sempre quella di sostenere il cliente in termini di massima semplicità nell’architettura del workflow, a vantaggio della massima velocità di esercizio”.

 

Interoperabilità e Interscambio

Di fatto, della produzione venivano garantite due delivery: una in formato 4K pieno e l’altra in HD.

Il 4K è più flessibile in post-produzione, in quanto permette con maggiore efficienza di effettuare azioni sul materiale video quali – per esempio – gli zoom, oltre a permettere una migliore color correction.

Quindi, in merito all’utilizzo di Isis5500 è da sottolineare l’interscambiabilità tra i software, pur mantenendo una sola copia originaria del materiale; copia dalla quale tutti attingono anche contemporaneamente. Poi l’altra parola chiave è “interscambio”. Grazie al codec Avid si gode di una fluidità di editing ben superiore al lavorare su file nativo, ma senza compromessi sulla qualità finale. Utilizzando, come s’è fatto in questo caso, il codec DNxHR LB (Low Bandwith) non serve più utilizzare per le fasi di post-produzione del 4K il formato HD, come si era usi fare prima; ciò rende tutto il workflow molto leggero, ma senza perdere di qualità in fase di montaggio nel paragone con l’HD.

(intervista a cura di Andrea Rivetta, giornalista specializzato)