Telebelluno con Avid, alla ricerca della stabilità

Telebelluno, stazione televisiva locale operante nella regione Veneto, nel Nord Italia, è da anni un affezionato cliente delle soluzioni Avid per la post.-produzione file based SD/HD. Nel corso del 2015 ha deciso di rinnovare e potenziare tale dipartimento e per questo ha ricontattato Avid, ma anche altri brand concorrenti, al fine di trovare una nuova soluzione che rispondesse a criteri di flessibilità, robustezza e scalabilità nel tempo. L’offerta proposta da Avid è stata messa a punto cercando di ottenere un equilibrio ideale in cui confluissero le aspettative e le esigenze di Telebelluno, che ha così deciso di proseguire con il marchio già utilizzato.

Avid Italia ha messo a disposizione, di Telebelluno il consolidato know-how e la competenza dei propri servizi professionali e tecnici altamente specializzati, anche grazie ai propri partner operanti sul territorio dell’emittente. L’organizzazione e la pianificazione sono state ottimizzate per completare con successo tutte le attività richieste, dalla progettazione all’implementazione fino alla formazione.

Siamo quindi andati ad intervistare i manager di Telebelluno, al fine di ascoltare i loro commenti in merito al deal che è stato concluso e le loro impressioni.

INCONTRO CON STEFANO DALL’Ò
(RESPONSABILE TECNICO)

– Quale ragione vi ha motivati a rinnovare la struttura di post-produzione e come mai proprio in questo periodo? 
Il motivo principale è stato quello di effettuare un aggiornamento tecnologico che ci permettesse di tenere il passo con i molti nuovi codec, soprattutto dovendo gestire un flusso di file video in entrata assai eterogeneo; la gestione di questi tanti e differenti file determinava ormai un rilevante dispendio di tempo per le conversioni, per gli import e via discorrendo.

C’era una perdita di tempo lavoro e di energie e un crescendo di ritardi che non era più accettabile. Oltre al fatto di essere arrivati al punto di dover rinnovare l’hardware che ormai erano vecchie di 8 anni; pur essendo già ottimo materiale Avid, cominciava a sentire il passare del tempo, anche essendo stato abbondantemente sfruttato. La struttura di post-produzione era ancora assolutamente operativa, ma oggettivamente “datata”. E il server Unity avrebbe necessitato di manutenzioni straordinarie che, a questo punto, non erano giustificate su una tecnologia ormai superata.

– Come mai, tra le diverse soluzioni disponibili sul mercato, avete confermato Avid? 
È stata una scelta fatta in continuità con le ragioni che già mi avevano convinto 8 anni fa, quando scegliemmo Avid per la prima volta. Come responsabile tecnico devo poter cominciare la mia giornata in modo tranquillo. Avid è dimostratamente stabile ed è un sistema sicuro. Inoltre essere uno user Avid fa si che ogni dubbio venga affrontato su scala globale; può esserci un collega americano che ha già vissuto la tua problematica e attraverso Avid Knowledge Base o i blog dedicati egli condivide la sua esperienza e ti evita di commettere errori, come in un’unica “famiglia”. Poi l’affidabilità di Avid è unica. Non abbiamo mai avuto alcun disservizio, a differenza di altre soluzioni che, stante quel che ho sentito dire da altri colleghi, non è cosa poi così ovvia. Se, come noi, lavori in un contesto televisivo, gestendo uno workflow complesso e collaborativo, condiviso da molte persone, e se ti serve gestire in contemporanea i contenuti, allora Avid dà il meglio di sé. Fa parte del DNA del marchio Avid pensare alla gestione dei contenuti come ad un lavoro di squadra. Oggi lavorare nel cloud sembra cosa nuova, ma per Avid la logica è questa da sempre e negli anni ha semplicemente consolidato tale visione. Ovviamente noi non possiamo permetterci soluzioni top di gamma come possono fare i broadcaster nazionali, ma già al nostro livello l’affidabilità è la stessa dei big, perché i fondamentali del sistema sono gli stessi. La differenza “di potenza” la fanno solo le implementazioni. Poi una nota vorrei riservarla all’interfaccia grafica, che non cambia nel tempo; per qualcuno la cosa può sembrare “noiosa”, ma in realtà ovunque io vada trovo sempre la stessa interfaccia e non è cosa da poco. Già nella nostra industria cambiano i codec, le telecamere e quant’altro, ma quando accendi Avid ti senti… “subito a casa”.

– Come valutate i rapporti con il team Avid che si è occupato di questa installazione?
Direi che è uno dei punti di forza della nostra scelta. Per coma la vedo, per un sistema di editing condiviso (nel nostro caso da 5 tecnici e 3 giornalisti), non puoi pensare a soluzioni non supportate in tempo reale da un’azienda fornitrice che sia sempre presente e disponibile. Soprattutto nella fase di transizione, con l’installazione del nuovo sistema, è stato un vero e proprio work in progress. Quattro giorni sono bastati per installare, grazie alla professionalità dei tecnici Avid nell’aver predisposto e testo tutto il nostro sistema presso la loro sede, così da poterlo poi installare da noi senza imprevisti o “sorprese”. A seguire, fatta la formazione nei primi giorni la formazione di base, abbiamo spesso interagito tra Telebelluno ed Avid Italia per capire, migliorare e approfondire la conoscenza del sistema. Questo è stato fatto all’insegna di una costante disponibilità e, aspetto certo non trascurabile, non “a tassametro”. Il settore tecnico Avid è la prima “porta d’entrata” ed è un competente installatore della nostra zona (Jonny Pellegrini della Green SC) che garantisce il pronto intervento rapido, anche per i semplici chiarimenti. Pellegrini fa anche da filtro per discernere (senza costi) se la questione sia risolvibile subito o se vada coinvolta Avid. Poi, se serve, si passa ad Avid Italia. Non abbiamo avuto problemi in questi mesi, ma per un sempre più efficace uso del sistema abbiamo richiesto svariati chiarimenti; per esempio è importante essere guidati sulle procedure da adottare nei casi particolari, così che non ci si debba “inventare” soluzioni proprie per superare un impiccio, salvo poi ritrovarsi a lavorare in un modo non standardizzato. Così facendo, viene sempre attuata la procedura ufficiale.

– Venendo al merito della soluzione adottata, potreste descriverla nella sua struttura essenziale?
Abbiamo acquisito lo Storage Avid ISIS 5500 da 64TB (pari a 2.200 ore di materiale audiovisivo nel formato HD XDCAM 35Mbits, disponibile a tempo zero) con 8 Workstation HP Z800 equipaggiate con Interfacce video I/O DeckLink 4K Extreme. Ma il reale “passo in avanti” è stato rappresentato dall’aggiunta al sistema di Avid Interplay, che ci ha fatto fare un vero salto di qualità sui tempi. Ora l’operatore non deve più andare fisicamente a chiedere al collega “Dove hai messo le immagini dell’incidente di oggi?”; egli digita la keyword “incidente”, selezionando la data odierna, e subito ha le immagini richieste a sua disposizione.

– Quindi quali sono i vantaggi che avete già avuto modo di apprezzare in questi primi mesi di utilizzo?
Sia in termini organizzativi e di lavoro, sia eventualmente anche in termini economici.
Su tutto c’è il risparmio di tempo di ciascun operatore, sia tecnico sia giornalistico, a vantaggio di una maggiore efficienza complessiva. In pratica oggi con lo stesso staff possiamo produrre di più e meglio e in tempi assai ridotti. Non capita più di mancare la trasmissione di servizi per il tg, persi per mancanza di tempo nella preparazione o trasmessi in modo non perfettamente rifinito. Il risultato è quindi una migliore qualità editoriale e giornalistica.

– Vorreste che la soluzione scelta offrisse qualche vantaggio specifico in più? Avete riscontrato aspetti del sistema che ritenete migliorabili?
Vorrei suggerire ad Avid una miglioria, pensando specificamente ai colleghi più giovani. I nuovi editor sono attentissimi all’aspetto grafico e spesso realizzano piccole sigle, spot veloci e altri elementi video di contorno per i quali servirebbe una library interna un po’ più ricca di effettistica, senza dover andare ad acquisire plugin esterni. Ecco, questa sarebbe la marcia in più che colmerebbe anche la distanza sulla resa grafica rispetto ad altri brand che da quel punto di vista offrono maggiore ricchezza di scelta. Ma parliamo di qualcosa di “extra”. Per il resto siamo pienamente soddisfatti.

INCONTRO CON ANDREA CECCHELLA
(AMMINISTRATORE DELEGATO)

– Chi è Telebelluno e come è organizzata? Sarebbe bene avere anche un’idea del budget annuale dell’emittente.

Telebelluno è una stazione televisiva locale da poco meno di un milione di euro di budget annuale, che viene realizzata grazie all’operato di 12 dipendenti, coadiuvati in modo sporadico da una mezza dozzina di collaboratori. Da sempre la raccolta di pubblicità è affidata da sempre all’agenzia locale Diecielode. I primi passi della nostra storia risalgono al 1974, quando venne redatto l’atto costitutivo di RadioteleDolomiti, a cui seguì la registrazione della testata nel 1975 e ci fu l’inizio ufficiale delle trasmissioni nel 1977.

All’inizio degli anni 80 le locali associazioni imprenditoriali diedero vita ad una stazione tv concorrente, chiamata Telebelluno. Dopo alcuni anni di competizione, nel 1989 si convenne di unire le forze in un unico soggetto televisivo, nato dalla fusione delle due stazioni. Nel 1995 Telebelluno visse una crisi economica che la portò quasi al fallimento, ma un gruppo di operatori e organismi locali decise di rilevare l’emittente, salvandola dalla chiusura. Lo fece anche coinvolgendo la popolazione in una sottoscrizione pubblica che raccolse centinaia di donazioni. Venne investito un miliardo e mezzo di lire (l’equivalente al cambio attuale con rivalutazione di oltre un milione di euro) che fu necessario per salvarla.

– Oggi come è organizzata la proprietà di Telebelluno
Da allora la compagine societaria di Telebelluno srl è rappresentata da una trentina di soci, anche se i 4 soci maggioritari rappresentano il 91% del capitale. In questo modo la stazione coinvolge direttamente gran parte dei soggetti imprenditoriali e istituzionali della provincia di Belluno L’emittente aderisce come organizzazione imprenditoriale alla federazione Aeranti-Corallo.

– Per concludere, ci spiega come è strutturata l’emittente?
Telebelluno, data la situazione orografica, per garantire un servizio capillare nella provincia ha in esercizio ben 60 impianti trasmittenti operanti sui 120 km di lunghezza del territorio di riferimento, situato tra le cittadine di Sappada (a nord) ed Alano di Piave. Una zona abitata da circa 200mila persone.

Telebelluno vanta quindi, in zona, la stessa copertura accurata di broadcaster nazionali quali RAI o Mediaset. Questa è una necessità dal punto di vista della copertura in zona montana, ma ovviamente rappresenta uno sforzo enorme rispetto al potenziale commerciale che la provincia può esprimere.
Tuttavia, pur nei limiti oggettivi della situazione economica che tutto il settore sta vivendo, non deroghiamo dall’impegno a tenere il passo con le esigenze tecniche; le consideriamo un presupposto per la qualità del contenuto editoriale. Anche perché Telebelluno produce localmente, in media, due terzi delle ore giornaliere, tra ore originali e repliche. Il palinsesto è strutturato con 4 edizioni del Tg, la Rassegna stampa del mattino (molto seguita). Molti sono i programmi sulle realtà locali e sulle vallate, la cui vita è seguita con rubriche dedicate. Allo sport locale è garantita una mezz’ora giornaliera, sotto forma di notizie e interviste; vorremmo poter fare di più, ma dobbiamo quadrare i conti tra sforzo produttivo e risorse economiche realisticamente disponibili. In questa linea di gestione virtuosa si inserisce anche la scelta dell’investimento fatto con Avid.

(intervista a cura di Andrea Rivetta, giornalista specializzato)