Un altro salto in avanti per Media Composer

Una rivoluzione nel video editing

Dopo anni di piccoli aggiustamenti grafici, Media Composer si evolve totalmente, mantenendo la struttura che l’ha reso il software di montaggio video professionale più utilizzato al mondo, strizzando l’occhio alle interfacce futuristiche più “liquide”.
Le novità, tuttavia, non riguardano soltanto il comparto grafico, ma tutto ciò che i professionisti negli anni hanno chiesto. Di fatto, questa versione è figlia dei consigli dei montatori più esperti che oggi si trovano in un periodo di forte transizione, dove non bastano più le classiche funzionalità, difficili da imparare e da trovare all’interno dell’interfaccia, ma qualcosa che sia semplice e funzionale.

Il software di editing perfetto per il Finishing e il Delivery

Media Composer adesso vuole diventare lo strumento universale dove iniziare e completare tutte le fasi di una lavorazione, grazie al supporto completo della pipeline di lavoro a 32-bit full float.
L’adozione di un nuovo motore di encoding capace di lavorare nativamente con i file Op1a ha permesso lo studio e lo sviluppo di nuovi workflow: ad esempio la possibilità di montare con il formato OpenEXR® (raster size fino a 16K) e spazio di colori ACES HDR e di ultimare il lavoro confezionando un pacchetto IMF, pronto per essere spedito a NETFLIX(Post Technology Alliance)

La soluzione perfetta per le Media Company

Perché acquistare delle workstation potentissime e utilizzarle soltanto per qualche ora durante la giornata? Con Media Composer | Distributed Process, adesso gli utenti potranno sfruttare tutta la capacità computazionale delle postazioni Media Composer connesse in LAN per eseguire transcodifiche, consolidati, render ed export come una “datacenter farm”, riducendo drasticamente tutte le operazioni non creative e massimizzare il tempo di lavorazione.

Con Media Composer | Enterprise, si potrà “filtrare” ogni componente dell’interfaccia: risoluzioni, tasti e funzionalità; così da creare lo spazio di lavoro ideale per una determinata tipologia di utenti. Questo, oltre a semplificare i processi, darà un grande apporto in termini di sicurezza, in quanto il chief in editor, potrà decidere un codec di lavorazione e un set specifico di funzioni visualizzabili.